Gabriella

“Il messaggio”

Dannato uscì presto, non perché avesse qualcosa da fare.
Aveva imparato che certe mattine bisogna semplicemente esserci.
Ostia a quell’ora aveva ancora addosso la notte.
Poca gente, poca voce, quella luce che arriva di traverso e per qualche minuto riesce persino a rendere innocente il cemento.
Camminava, sul muro qualcuno aveva scritto qualcosa, una frase.
Una delle tante.
Avrebbe potuto continuare a camminare, si fermò, la lesse.
Una volta, poi un’altra, sorrise:“Gabriella” non aveva nessuna prova che fosse stata lei,era proprio questo il problema.
Con Gabriella non aveva mai avuto bisogno di prove.
Dannato guardò ancora quelle parole.
Forse erano lì da mesi.
Forse da anni.
Forse le aveva scritte uno sconosciuto che non avrebbe mai incontrato.
Ma da quella mattina non aveva più importanza, perché esistono messaggi che appartengono a chi li scrive, altri che aspettano semplicemente la persona giusta per essere trovati. Quello stava aspettando lui, almeno così decise di credere.
Alzò gli occhi.
Cemento, Liane, Pineta, Mare, da qualche parte oltre i palazzi;Ostia.
Non poteva distruggere tutto e ricominciare.
Quello era stato sempre l’errore.
Pensare che per costruire qualcosa di nuovo fosse necessario cancellare ciò che c’era stato prima.
Il passato non si cancella.
“Il passato sa tornare.”
E forse Gabriella lo sapeva.
Forse era quello il messaggio.
Dannato rimase immobile ancora qualche secondo.
Poi riprese a camminare.
Adesso aveva un problema in più.
Doveva capire dove andare.


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